Categorie

settembre: 2010
L M M G V S D
« dic    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Archivi

Cosa resterà di questi cazzo di anni Zero?

L’auberge parisien

Après un mois dans la  têteDSCN0132

Carla Nicolas mafia spaghetti Vito Corleone  Attention à la marche en descendant du train Donc Cité U la fête erasmus Materazzi La Grand Paris Paname Je suis rital, et je le reste Il cielo in una stanza Quasimodo George Brassens Dalida Place d’Italie Gadz’arts Les vendanges Amélie Poulain Roman les faux amis er-e-er Gargoiles David Guetta la technoparade l’officiel des spectacles la Fnac Albert Camus rue de Mouffetard Parc de Belleville Grippe A Tu es trés italien Ed croissant le p’tit grec Victor Hugo Dalida Viennoserie James Hetfield

That’s the net, baby. (4 settembre 2009)

Questi sono i miei link dal 17 luglio 2009 al 4 settembre 2009:

5 settembre 2009

eiffel_quote

Terrorismi sentimentali

gdiVi siete mai imbattuti, surfando su internet, nella sigla GDI? Beh, per chi non lo sapesse, GDI è l’acronimo di Global Domains International, società americana di hosting che, con mirabolanti slogan sul sito, promette di far guadagnare a chi sottoscrivesse un contratto con loro delle belle cifrette, tutto senza troppi sforzi. Non si tratta di una truffa vera e propria, come magari uno penserebbe subito, ma un meccanismo ben rodato di marketing multi livello, cui però non corrisponde nessun servizio o prodotto.

In sostanza funziona così: io mi inscrivo e verso i soldi per l’hosting, attratto dalla prospettiva di guadagnare dei soldi in modi che in prima istanza non sono precisati; arrivato lì ti dicono che in realtà non c’è un modo per fare i soldi, ma solo l’accalappiamento di altre persone plagiate dalla prospettiva di guadagnare dei soldi e che io devo convincere o semplicemente indirizzare a sottoscrivere un altro dominio con loro. Quindi sostanzialmente la catena di San’Antonio fa sì che le cifre pagate siano ripartite secondo il meccanismo piramidale a chi è sopra nella piramide. Sicuramente un meccanismo efficientissimo perchè poco costoso e perchè coinvolge tutti i soggetti in gioco.

Detto questo, il meccanismo piramidale ha ormai invaso anche Facebook, ormai il nonluogo per eccellenza del cyberspazio. Sicuramente avrete visto le centinaia, se non migliaia, di gruppi che destano dubbi sulla loro autenticità. Cose del tipo “mi spoglio se raggiungiamo i 10000 iscritti” o più semplicemente “tutta l’Italia su Facebook, battiamo la Francia”; oppure il classico “scopri chi guarda il tuo profilo su Facebook”, o altre amenità simili.

Basta raggiungere tantissimi iscritti, e poi cambiare il nome del gruppo in quello che interessa a noi, oppure inserire un link in bacheca in cui si promettono guadagni facili. Sarà facile su 10000 persone trovare un credulone.

Io sto semplicemente raccontando cose che tantissimi siti spiegano per filo e per segno. Siti come http://lavorare-online-gdi.blogspot.com che fa una bella descrizione del guadagno che può procurare questo lavoretto poco dispendioso:

Va da sè che un ottimo modo per farsi conoscere, e magari guadagnarsi un bel pò di visite al proprio sito web è proprio quello di creare un proprio gruppo e cominciare ad invitare i propri amici. Il gruppo non deve essere per forza un gruppo di lavoro o un gruppo fatto apposta per promuovere il proprio sito.. basta un’idea, ad esempio un gruppo che raduni tutti i fan del tuo cantante preferito, o un gruppo che condivida con te un’affermazione bizzarra o famosa.. qualunque cosa va bene.

Se si crea un gruppo non attinente con il contenuto del proprio sito, mettere un link che punti a quest’ultimo non deve essere una cosa forzata, o ripetitiva, nè deve essere fastidiosa per gli altri membri che hanno aderito per tutt’altro motivo. Basta un post che con un pò di tatto inviti a dare un’occhiata anche ad altre cose (Ad esempio l’opportunità GDI, nel caso si sia iscritti) .

Così l’utente medio di Facebook, spinto da un’impeto di rabbia, gioia, soddisfazione per qualche fatto di cronaca recente si iscrive a gruppi fatti solo per aumentare considerevolmente il proprio numero di iscritti nel giro di poche ore e plagiarne una piccola parte solo a fini di lucro.

In sostanza si compie in poche mosse il vero schifo di internet.

Un fatto di cronaca che ha sconvolto da un paio di giorni le mie parti è stato il modo brutale con cui 2 minorenni italiani di origine rom hanno provocato per una semplice scazzottata la morte di Antonio De Meo, 24 enne di Castel di Lama (AP).

Forse è il fatto di cui più si parla da queste parti i questi giorni.

Alessio Minetti, utente Facebook che evidentemente riesce a captare dove va il sentimento comune riguardo a questi fatti, ha pensato bene di creare il gruppo Antonio De Meo un’altra vita interrotta da una mano Rom..Iscriviti !

demeo

Tralasciando inutili considerazione sociologiche sul perchè la gente si iscriva a questi gruppi c’è da dire che il titolo, che pone l’accento sulla parola rom e sulla parola iscriviti, lascia pochi dubbi.

Beh, questo gruppo ha raggiunto in poco meno di 48ore quasi 2000 iscritti.

Del resto l’utente medio di Facebook come fa a non iscriversi di fronte alla scritta:

6 Un Italiano indignato………..Iscriviti è ora di dire basta !

My Daddy Is Killer

Remember

Ricordo che quel pomeriggio faceva molto caldo. Giocavo a pallone nel cortile di casa, quando mi venne in mente di tornar su per prendere un po’ d’acqua. Suonammo, io di fianco a mio padre e dall’altra parte del citofono mia madre, forse appena appresa la notizia e ancora scossa, ci comunicò la notizia.
Avevo 8 anni o poco più.
Era il 19 luglio del 1992.
Paolo Borsellino era appena stato ammazzato sotto casa di sua madre.

Will Comply

Come se Vespa si decidesse ad ospitare gli Afterhours e Cristina Donà. Con le dovute proporzioni.

That’s the net, baby. (15 luglio 2009)

Questi sono i miei link dal 7 luglio 2009 al 15 luglio 2009:

Un quarto di secolo fa

Mentre loro erano lì, io ero qui.